Coronavirus o politiche di austerita: chi uccide davvero di piu?

19.05.2020 63 Di Antonio Guerra

DIEGO FUSARO: La UE è il nostro nemico. Senza sovranità monetaria, ora l’Italia è davvero spacciata

DIEGO FUSARO: La UE è il nostro nemico. Senza sovranità monetaria, ora l'Italia è davvero spacciata

Il nostro paese, come gran parte del mondo, vive oggi al ritmo di annunci sul Coronavirus che sono apparsi in Cina alcuni mesi fa.

Al di la delle numerose analisi delle misure attuate qua e la (e della loro relativa efficacia), o anche nonostante i dati talvolta contraddittori che sono emersi ovunque negli ultimi tempi, mi sembra che debba fare un’analisi piu dettagliata. ondata di cio che questo virus, vero e proprio “cigno nero” dell’anno 2020, dice delle nostre societa occidentali. E la loro intrinseca fragilita.

Letalita vs mortalita

Parliamo del “tasso di mortalita” di un virus in relazione al numero di decessi, in relazione al numero totale di persone infette, che puo causare. Da non confondere con il tasso di mortalita, che tutti i media ci innaffiano, ma che si riferisce alla popolazione nel suo insieme. Questa e davvero la mortalita del virus e, ad oggi, su 100 persone infette, oggi abbiamo una mortalita media di circa il 3%.

Ma questa cifra nasconde realta molto piu contrastanti.

Le figure si susseguono. Ma due stanno attirando l’attenzione proprio ora, quelli dei leader.

Letalita attuale in Cina: 1% di infetti (riconosciuto come tale)

Fatalita per caso attuale in Italia: 6%!

Dico “riconosciuto come tale” perche anche li, si stima che ci siano molti casi passati “sotto il radar”, il che significa che non sono stati diagnosticati e che quindi abbasserebbe meccanicamente il tasso di mortalita…

L’Italia e il secondo paese piu colpito al mondo e il primo in Europa. Come spiegare tali differenze con la Cina, paese di emergenza del virus?

La mutazione? A priori no: il virus e mutato bene, ma il ceppo mutato (ceppo L) e solo piu infettivo (70% delle contaminazioni) rispetto al ceppo originale, ceppo S (30% delle contaminazioni). Ad oggi, non e stata osservata alcuna mutazione nella sintomatologia del virus. L’unico gene mutato identificato si riferisce a una proteina che consente un attaccamento piu efficiente del virus alle cellule, quindi la predominanza del tasso di infettivita del ceppo L rispetto al ceppo originale.

La scala della popolazione? Non necessariamente: nonostante il fatto che la Cina abbia circa 27 volte piu popolazione, contava solo 5 volte piu pazienti. Il rapporto tra il numero di casi dichiarati / tasso di mortalita e molto a svantaggio dell’Italia, improvvisamente. No, qualcosa non va. C’e qualcos’altro

Ora sappiamo che circa il 15% dei casi e soggetto a potenziali complicanze. Vale a dire che, su 100 persone infette, circa 85 guarirebbero senza problemi, ma circa quindici sarebbero a rischio di gravi disturbi che potrebbero deteriorare molto rapidamente lo stato di salute. E infatti richiede il ricovero in terapia intensiva, con assistenza respiratoria: dispnea, difficolta respiratoria acuta, insufficienza renale o persino polmonite…

In effetti, nelle nostre societa europee siamo soggetti alle politiche di austerita dal 2008 (la famosa “regola del 3,5%” del disavanzo imposto da Bruxelles e pagata in base ai servizi pubblici dei paesi membri, tenendo conto degli ospedali ), e piu in particolare in Francia, i sistemi sanitari in grado di far fronte a un afflusso di pazienti con complicanze?

La vera domanda e li: in Cina (e qualunque cosa si pensi al regime politico in atto in questo paese, e al modo in cui ha dovuto affrontare questa epidemia), il tasso di mortalita del caso dell’1% e oggi ‘hui perenne. All’inizio dell’epidemia (prima del suo picco), era piu vicino al 3%. La reazione particolarmente muscolare del governo cinese sembra aver prodotto i suoi effetti: sono stati implementati mezzi sproporzionati per abbattere le contaminazioni e trattare il maggior numero possibile di casi gravi. Diversi ospedali sono usciti da terra in dieci giorni, letteralmente. Cio implica enormi risorse, lavoro per migliaia di persone giorno e notte.

Detenzione obbligatoria di oltre 50 milioni di persone, con controllo della temperatura, divieto di viaggio e sorveglianza quasi militare di tutti. I comitati di quartiere, gruppi risultanti dalla rivoluzione maoista, furono messi in contributo: controllano e monitorano da vicino gli andirivieni nelle aree colpite, fino alla capitale, Pechino, che ha visto diverse decine di milioni di persone rimaste confinati per piu di due mesi a casa… Il resto delle misure e in regola: piu traffico aereo a meno che non sia necessario, lo stesso per viaggiare in auto, scuola via internet per bambini, ecc.

Una cosa del genere potrebbe essere immaginabile qui, in Francia o in Europa?

L’Italia sembra aver seguito il percorso cinese: e bastato? A priori no: conteneva un aumento della nuova contaminazione (che va nella giusta direzione), persino il ristagno al momento, ma d’altra parte, livello di letalita, era solo l’esplosione a meta febbraio. I servizi di emergenza e rianimazione sono crollati: a fronte del regolare afflusso di nuovi casi gravi, non sono stati in grado di assorbire il carico di lavoro. E le persone sono morte nei corridoi degli ospedali, per mancanza di respiratori…

Testimonianza di un chirurgo ospedaliero a Bergamo (Italia), regione molto colpita:

I casi stanno aumentando, fino a un tasso di 15/20 ricoveri al giorno per lo stesso motivo. I risultati delle analisi si susseguono: positivo, positivo, positivo… Improvvisamente, la gestione del pronto soccorso crolla. Vengono emesse disposizioni di emergenza: e richiesta assistenza in pronto soccorso! Un incontro veloce per imparare a usare il dispositivo di rilevamento elettronico nel pronto soccorso e pochi minuti dopo sono gia al piano di sotto, vicino ai soldati sul fronte di guerra…

Lo schermo del rivelatore mostra sempre la stessa litania: febbre e difficolta respiratorie, tosse, insufficienza respiratoria, ecc. Gli esami, i raggi X sono prescritti ed eseguiti urgentemente. E sempre gli stessi sintomi che ritornano: polmonite interstiziale bilaterale. Tutto deve essere ricoverato in ospedale. Alcuni devono gia essere intubati e andare in terapia intensiva. Per altri, e gia troppo tardi. L’unita di terapia intensiva e piena e quando e piena ne vengono create altre. Ma ogni respiratore / intubatore vale oro. Prendiamo quelli dalle sale operatorie che non vengono piu utilizzati per operazioni non di emergenza…

In questa regione, il tasso di mortalita ha superato il 6%: come possiamo vedere, si tratta di un aumento esponenziale. Le persone di cui parla questo signore moriranno o saranno gia morte.

Ma chi o cosa li ha davvero uccisi? E il virus? O meglio il sistema sanitario completamente sopraffatto del Paese? E chi ne e responsabile?

Effetto collaterale: il sistema italiano, sopraffatto da questo afflusso di nuovi casi, non puo piu occuparsi di altre emergenze… infarti, appendicite, incidenti gravi che continuano a verificarsi, ecc. In queste condizioni, devi scegliere: morte nell’anima, i medici danno la priorita a coloro che avranno diritto a un respiratore, e agli altri, quelli che moriranno.

La Cina ha superato questa fase perche e riuscita a diffondere il periodo di contaminazione, per evitare un picco disastroso che avrebbe messo in ginocchio il suo sistema sanitario. Ma anche perche ha messo notevoli risorse finanziarie e materiali nel suo sistema ospedaliero.

In sintesi, e stato in grado di contenere questa epidemia ed evitare un collasso dei suoi servizi ospedalieri, grazie a due cose:

1 / certamente gestione autoritaria della crisi (come ha fatto l’Italia limitando i viaggi), perche ora sappiamo che il virus viene trasmesso da stretto contatto.

2 / Ma anche e soprattutto mezzi sufficienti, perche e la seconda tappa essenziale per la gestione di questa crisi: nuovi ospedali costruiti molto rapidamente e sufficientemente equipaggiati, maschere, guanti, gel idroalcolici prodotti in numero sufficiente e distribuiti secondo necessita, dove esiste la domanda.

Francia, marzo 2020. Siamo pronti?

Alla luce di tutti questi elementi, il nostro paese arriva oggi alla testa del gruppo di paesi contaminati dal virus (esattamente al 5 posto), e si sta diffondendo sempre di piu ogni giorno, nonostante il lavoro ammirevole di tutti strutture ospedaliere e sanitarie. L’epidemia e ancora sotto controllo, ma sara gestibile a lungo?

Sentiamo una certa febbre in luoghi elevati, e per una buona ragione: piu di 3000 casi in Francia in questo momento e piu di 60 morti. Ancora una volta, con una propagazione esponenziale. Due settimane fa il paese ha avuto solo poche decine di casi e pochi decessi! Di questo passo, la decisione delle autorita di limitare i viaggi e le riunioni potrebbe sembrare andare nella giusta direzione…

Sarebbe la nostra famosa “prima tappa”: contenere e diffondere la diffusione nel tempo.

“Non si capisce perché l’Italia debba essere il campo profughi del mondo” ► Molteni (Lega)

Coronavirus o politiche di austerita: chi uccide davvero di piu? Divieto di raduni di oltre 100 persone, chiusura di scuole, universita e asili nido, congedo per malattia per genitori che lavorano entrambi, ecc. Ma potrebbe esserci qualcosa di cui lamentarsi: perche non limitare anche il trasporto? Quando sai che le metropolitane rimarranno aperte e che una singola persona contaminata puo lasciare il virus (che sopravvivera per diversi giorni) su una barra di sostegno o su una maniglia della porta… Probabilmente per evitare il panico? E gia una perdita di tempo: alla fine del discorso del presidente, i supermercati non hanno impiegato 5 minuti per essere presi d’assalto… Venerdi al momento della scrittura, a Marsiglia dove sono la situazione e strabiliante: occupando vaste aree, la gente fa scorta di tutto cio che puo. Pasta, pane, riso, carta igienica: gli scaffali sono vuoti, il panico e gia li.

E la seconda tappa? Mi chiederai: il nostro sistema sanitario e i nostri ospedali possono far fronte a un massiccio afflusso di casi gravi, che richiedono posti in terapia intensiva con assistenza respiratoria? E vero che il governo ha anche deciso di mobilitare la riserva sanitaria, convocando qualsiasi medico in pensione al di sotto di 5 anni alla fine dell’anno, per essere in grado di prescrivere interruzioni del lavoro e rafforzare le squadre esistenti.

Ma la risposta a questa fastidiosa domanda di “possiamo farcela”? Lo sapete tutti, ahime: lo stato delle emergenze in Francia e estremamente grave normalmente, e questo per diversi anni.

Le agenzie sanitarie regionali hanno chiuso innumerevoli letti, con pretesti puramente contabili. Hanno portato avanti una politica di figure, raggruppando gli ospedali ritenuti “non molto redditizi”, in nome del sacrosanto “Rendu Medical Service”. Idem per la droga. I prezzi delle attivita (o “T2A”) in vigore nell’ospedale pubblico hanno cessato di completare l’inefficacia e il significato del servizio ospedaliero pubblico rimasto nel nostro paese. Per diversi anni, gli ospedali sono stati vittime di una trasformazione forzata. Si tratta di dare priorita a cio che e redditizio, a scapito del servizio pubblico per tutti, senza condizioni. Risultato: interruzioni nel trattamento, code infinite al pronto soccorso, appuntamenti che possono raggiungere diversi mesi per una risonanza magnetica, un precedente esame di routine e cosi via e meglio.

Risultato? Emergenze poco attrezzate e sottodimensionate, gia incapaci di far fronte a episodi problematici (ondate di calore, epidemia di influenza stagionale, attacchi, ecc.).

Risultato? Una mancanza cronica di attrezzatura, da una semplice maschera protettiva a guanti, respiratori, tamponi e tutto cio che e essenziale per i medici per proteggersi e salvare la vita dei pazienti.

Risultato? Badanti letteralmente esausti e che abbandonano la professione a frotte.

Falso avviso?

E anche eloquente che i servizi di emergenza abbiano suonato i campanelli d’allarme prima questa crisi: sono stati ascoltati?

Solo un anno fa, a marzo 2019, molti servizi di emergenza hanno lanciato uno sciopero storico in tutta la Francia: sei mesi dopo, nell’agosto 2019, l’allora ministro della sanita, Agnes Buzyn, si degno di dare un’occhiata alle esigenze dei caregiver senza fiato e morale. Alle infermiere sfinite dalle oltre 60 ore settimanali di rotazioni obbligatorie (compresa la maggior parte delle ore di straordinario non retribuite o recuperate), ai medici che si dimettono in massa per tornare al settore privato, ai dirigenti dell’ospedale in esaurimento, ha gettato alcune briciole: 70 milioni rimborsati sotto forma di bonus.

La legge sulla salute, adottata a luglio 2019 da un parlamentare LREM di playmobil su ordinazione, avrebbe dovuto rispondere alla crisi: promuovendo una logica di territorializzazione delle risorse e delle competenze, “abbattendo le barriere” tra le specialita e giocando su determinati criteri (raggruppamento di medici per alleviare la carenza in alcuni territori, abolizione del numero clausus, facilitazione del reclutamento di medici stranieri, sperimentazione di “teleassistenza” a distanza, implementazione dell’Arlesienne della cartella clinica che ho chiamato “File medico condiviso “…).

Scommessa riuscita? Al di la della verbosita – vuota – e delle parole, molto spesso l’unico baluardo contro i mali vissuti dall’Ospedale Pubblico, questo famoso piano e diventato un altro guscio vuoto.

Quando rispondiamo solo con un messaggio di cronaca, e qualche residuo al margine, a una situazione deliberatamente degradata da diversi anni, possiamo essere sorpresi?

La qualita delle cure e delle cure di emergenza ha quindi continuato a deteriorarsi, ben oltre l’emanazione di questa legge fasulla… evidenziata da questi casi che hanno continuato a fare notizia, come questo vecchio di 86 anni anni e morto su una barella a Brest, dopo 6 ore trascorse in un corridoio senza alcuna cura, o questa ragazza di 11 anni, Lou, e morta dopo diverse visite al pronto soccorso dell’ospedale Necker, a seguito di una cancrena non diagnosticata… Era lo scorso dicembre.

Ma anche e soprattutto dalla mobilitazione del personale infermieristico, che non ha mai vacillato: evidenziato all’inizio del 2020 dalla lettera di dimissioni collettive di 1.200 dirigenti e dottori del servizio ospedaliero, che chiedono, dopo oltre otto mesi di scioperi e conflitti (otto mesi!) una busta aggiuntiva di 700 milioni di euro per attrezzature e salari. Oppure, esattamente 10 volte di piu di quello che l’ex ministro della sanita ha accettato di dare loro, e partito per sostituire il naufragio della campagna elettorale parigina, un certo Benjamin Grivois, con breve preavviso.

Senza parlare dello stato delle amministrazioni: la stessa cosa sta accadendo nel CARSAT (la cui scomparsa e registrata nel settembre 2021, a seguito dell’ultimo piano pensionistico con punti, votato democraticamente in 49,3 pochi giorni fa), nel CPAM o nel CAF, vittime di successivi piani di ristrutturazione, che hanno visto i loro mezzi e il loro personale sciogliersi come neve al sole in pochi anni.

Solo a Marsiglia, piu di quindici centri di accoglienza e 6 centri di previdenza sociale sono chiusi nel giro di 6 anni. un esempio tra i tanti.

Cosi oggi, in relazione al coronavirus, apprendiamo che i fondi di assegni familiari hanno chiuso le porte al pubblico come misura precauzionale. Per quanto riguarda i fondi di assicurazione sanitaria, se si va a un ricevimento, si sara senza dubbio sorpresi dal fatto che le uniche mura contro la possibile contaminazione da parte del virus, per gli agenti, sono solo i cavi di sicurezza che stabiliscono una distanza di un metro personale della reception e utenti. Nessuna maschera, guanto o vetro protettivo anche per le centinaia di agenti delle numerose amministrazioni (Urssaf, Carsat, Posta, tasse, ecc.) Che ricevono centinaia di migliaia di utenti al giorno!

A due gambe, hai detto?

Responsabile, ma non colpevole?

Quindi… “Il peggio della crisi e davanti a noi”.

“Mi appello alla responsabilita dei francesi”. “La nazione deve essere un solo corpo”.

E lei, signor Presidente, non e ancora responsabile di nulla?

Essendo il continuatore di questa politica di austerita, che privilegia i dividendi pagati agli azionisti, il pagamento di un CICE senza alcuna considerazione, che ha appena alimentato forzatamente alcuni fino al punto di essere scoreggiato, mentre altri muoiono in caso di emergenza e promuovendo e accelerando costantemente la privatizzazione degli ultimi servizi pubblici, a scapito dell’interesse generale, si e ben responsabili e colpevole di cio che ci aspetta.

Vale a dire un rischio di epidemia su tutto il territorio, con un massiccio afflusso di pazienti in difficolta respiratoria in strutture sottodimensionate e gia sull’orlo dell’implosione, con la chiave un potenziale collasso dei servizi emergenza e rianimazione che portano a migliaia di decessi che avrebbero potuto – e dovrebbero !! – essere evitati.

Prega che questa possibilita fatale non si realizzi mai.

Ma siamo realisti: siamo solo all’inizio di quello che sembra essere un disastro nazionale.

Non sono io a dirlo: tutti – o quasi – sono unanimi nel ricordarlo. “Il peggio e davanti a noi“.

diagnosi

Quindi osiamo fare una diagnosi

Non e il virus che uccide, ma piuttosto le politiche che si traducono in azioni e che portano a favorire la redditivita, il mercato, il profitto, piuttosto che gli unici interessi valorosi: quelli dell’Umanita. Di “quelli che non sono niente”.

E i media, riprendendo tutto all’unisono e indiscriminatamente, gli elementi del linguaggio di una maggioranza che cerca di camuffare il risultato della sua politica disastrosa, sono anche colpevoli di cio che accade. Lucidando continuamente per diversi giorni, oscurando qualsiasi altro argomento, sulla “mortalita” del virus e respingendo tutto cio che e stato appena evidenziato sopra… sono complici di questa situazione, ancora una volta!

Rimane solo una domanda: lo fanno ciecamente, ideologicamente o volontariamente? Sono solo in grado di vederlo? Per realizzarlo? No! Se sopravvivremo a questa crisi, ricominceranno la loro insopportabile piccola frase: “dobbiamo privatizzare, liberare, consegnare tutto alle leggi del dio del mercato! Compreso l’ospedale pubblico e la salute!”

Come diceva Jean Dutourd “Mentire e altrettanto sostanziale con la politica quanto l’alcol con la sete. “.

Coronavirus o politiche di austerita: chi uccide davvero di piu?